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28/12/2004
La Chiesa di Mater Domini

Sava, p.za S.Giovanni Battista, la chiesa di Mater Domini in un acquarello di Giovanni Gioia, 1983

Sicuramente il casalis Savae, documentato ai primi del sec.XV, ebbe il suo luogo di culto ma di esso non è rimasta memoria né orale né scritta (frammenti del pavimento della cappella dedicata, pare, a S.Elia, nell'odierna via Fiume già via Sopporto (così chiamata nei documenti del Comune, dial.: lu Suppuèrtu), si vedono in una teca esposta nel Comune).

Questa che si indica come prima Parrocchiale savese, sotto il titolo di Mater Domini, dovrebbe risalire alla prima metà del sec.XVI ed è probabilmente coeva al palazzo baronale che sta ad essa di fronte. Infatti, pare che essa sia stata edificata dalla stessa famiglia feudataria, i Prato di Lecce che, riottenuto dall'imperatore Carlo V (1530-56) il feudo confiscato per fellonia, adattarono e ampliarono a propria residenza la preesistente 'masseria' erigendovi a pochi passi, nella piazza del casale, la chiesa per i bisogni spirituali anche del popolo.

Solida nella sua struttura (cioè voluta secondo il criterio di quei secoli: costruzione destinata a durare nel tempo e non 'opera mangereccia' come quelle d'oggidì richiedenti furbeschi, periodici e inconcludenti interventi, si fa per dire, di restauro) la chiesa di Mater Domini, orientata liturgicamente e priva di abside, è a una navata con pareti superiormente marcate da sobrie madanature di fattura artigianale. Da notare, sopra il presbiterio, una serie di 'voltine' del tipo cosiddetto 'catalano'. Pertanto, tale semplicità architettonica, anche esteriore (se intenzionali non sono, sulla facciata, due elementi funzionali forse richiamanti l'alfa e l'òmega) non consente di accostarla o confrontarla con nessuna chiesa dei paesi vicini. Forse tanta essenzialità tradisce il periodo di operosa povertà in cui essa sorse.

 

Postato da: marioannoscia il dicembre 28, 2004 12:06 | link | inserisci i tuoi commenti |


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